Edizione 26
Nessun luogo è lontano
Edizione 26 prende avvio dalla riflessione che nessun luogo è lontano.
Cosa significa oggi abitare un territorio periferico?
In che modo lo sguardo può ridefinire l’idea stessa di distanza?
Crescere a Reggio Calabria significa fare esperienza della geografia in modo concreto: attraversare lo Stretto, confrontarsi con tempi di percorrenza dilatati, misurarsi con una posizione a lungo raccontata come estrema.
Eppure la distanza non è soltanto una condizione fisica, è anche una costruzione culturale, qualcosa che prende forma nel modo in cui guardiamo e raccontiamo i luoghi.
Esiste un’altra forma di prossimità, quella della conoscenza.
Fotografie, archivi e racconti visivi permettono di essere altrove, attivando l’immaginazione prima ancora dello spostamento.
Il progetto si apre a narrazioni che interrogano altri spazi – sociali, tecnologici, emotivi – rimettendo in gioco le categorie di centro e margine, spesso definite attraverso la retorica di un’unica visione.
Nessun luogo è lontano non è un’affermazione rassicurante ma una presa di posizione.
Ogni luogo esiste dentro una rete di relazioni: è nello spazio tra prossimità e distanza che può attivarsi uno sguardo consapevole.
Ulteriore nasce per abitare questa tensione partendo da un territorio preciso, senza assumerlo né come limite né come vantaggio ma come condizione di partenza.
Teodora Malavenda


